Excalibur 2026, dietro le quinte della maxi - emergenza: il racconto di chi l’ha vissuta da “paziente”
- Dettagli
- Visite: 121
Excalibur 2026, dietro le quinte della maxi - emergenza: il racconto di chi l’ha vissuta da “paziente”
Apocalisse all’Abbazia di San Galgano. Non è un film di fantascienza né il titolo a effetto di qualche giornale sensazionalistico, ma è la situazione che l’Unione Operativa Complessa 118 Siena – Grosseto dell’Azienda USL Toscana Sud Est è riuscita a ricreare in occasione dell’esercitazione di maxi - emergenza svoltasi lo scorso 27 settembre. Una giornata che ha mobilitato tantissime professionalità, associazioni, e tante persone, come me, che hanno fatto da cavie, ovvero vittime del crollo durante un matrimonio che era “il tema” al centro dell’emergenza. Per noi “cavie”, in realtà, il lavoro è iniziato settimane prima del via ufficiale. Dietro pochi minuti di esercitazione sul campo c’è una macchina organizzativa invisibile e monumentale, fatta di valanghe di informazioni, gruppi WhatsApp che bollono a ogni ora, casi clinici da assegnare meticolosamente e mille domande per limare ogni singolo dettaglio. Tutto questo nell’assoluto silenzio, da parte nostra, per non far trapelare informazioni.
Questo evento ha richiesto uno sforzo straordinario da parte di chi lo ha coordinato, dimostrandosi sempre disponibile, presente e paziente nel rispondere a ogni nostro dubbio e nel guidarci passo dopo passo. Prepararsi a simulare un’emergenza non è un gioco: richiede studio e un supporto logistico impeccabile, affinché ogni tassello si incastri alla perfezione quando scatta il cronometro. Il giorno dell’evento, questa meticolosa preparazione ha incontrato la maestria dei truccatori delle associazioni di volontariato. Trasformare decine di persone in “pazienti” da codice rosso, giallo o verde richiede tecniche quasi cinematografiche, unite a una profonda conoscenza clinica. Ferite riprodotte nei minimi dettagli, emorragie simulate e volti segnati dallo shock: il loro lavoro non è semplice estetica, ma uno strumento formativo fondamentale. Più la finzione è accurata, più il personale sul campo viene spinto a mantenere alta la concentrazione, applicando i protocolli esattamente come farebbe in una situazione reale.
Nel mio caso, lo scenario si è sviluppato all’interno di una stanza buia e fumosa, con musica a tutto volume, dove ho dovuto interpretare una severa crisi asmatica. Vivere l’esercitazione da simulatore significa entrare anima e corpo nel personaggio: replicare la fame d’aria, la respirazione faticosa e l’ansia crescente di chi non riesce a respirare richiede uno sforzo fisico e psicologico notevole. Da quella posizione ho vissuto l’azione da una prospettiva ribaltata. Ho sperimentato in prima persona l’irruzione e l’intervento dei soccorritori: lo sguardo dei volontari delle associazioni, dei Vigili del Fuoco e dei professionisti sanitari dell’Azienda USL che passa, in un secondo, dalla tensione dell’attesa alla massima concentrazione professionale. Sentire la precisione delle loro domande, osservare la gestione dell’ossigenoterapia e percepire la fermezza con cui cercavano di tranquillizzarmi mentre simulavo di perdere le forze regala un’emozione potente. Come simulatori si avverte una responsabilità cruciale: offrire a queste squadre uno scenario il più ostico e fedele possibile. Perché è proprio mettendosi alla prova e testando oggi i propri limiti, all’interno di un perimetro protetto, che domani si potranno salvare vite umane nei contesti reali.
Un plauso immenso va a chi ha orchestrato tutto questo con infinita disponibilità, allo straordinario team dei truccatori e a tutti i colleghi simulatori che hanno messo la propria voce, il proprio corpo e il proprio tempo al servizio della sicurezza di tutti.
Carla Raddavero
Consigliera OPI Siena

Borsa di studio Edoardo Micheli 2026
- Dettagli
- Visite: 2227

Borsa di studio "Edoardo Micheli" 2026 per studenti del CDL in INFERMIERISTICA UNISI
Le domande vanno presentate nelle modalità e nei termini indicati all'art. 3 del bando.
“Stammi Bene 2026”: a Siena una giornata dedicata a salute, prevenzione e benessere
- Dettagli
- Visite: 56

OPI Siena patrocina “Stammi Bene 2026”, l’iniziativa promossa dal Rotary Club Siena e co-organizzata con il Comune di Siena, in programma domani, domenica 13 settembre.
Una giornata dedicata alla salute, alla prevenzione e al benessere, aperta alla cittadinanza: una passeggiata di circa 5 km nel centro storico di Siena, con partenza da Piazza del Campo, che si concluderà in Piazza Provenzano dove sarà allestita la Cittadella della Salute, con professionisti sanitari, attività informative, consulenze e iniziative di prevenzione.
📍 Piazza del Campo
🕘 Registrazione dalle ore 9.00
🚶 Partenza ore 10.15
🏁 Arrivo in Piazza Provenzano alle ore 11.30
Per conoscere il programma completo e tutte le informazioni sull’iniziativa:
https://stammibene.rotarysiena.org
Come OPI Siena abbiamo scelto con piacere di patrocinare un’iniziativa che porta la salute fuori dai luoghi di cura e la avvicina alle persone, valorizzando prevenzione, corretti stili di vita e partecipazione.
Vi aspettiamo!
𝐕𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐏𝐈 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚: «𝐕𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢, 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐢»
- Dettagli
- Visite: 76

𝐕𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐏𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐜𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨, 𝐝𝐚 𝐏𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐞𝐫𝐬𝐢𝐥𝐢𝐚 𝐠𝐥𝐢 𝐎𝐏𝐈 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚: «𝐕𝐢𝐜𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢, 𝐚𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐒𝐞𝐫𝐯𝐨𝐧𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐢»
Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Toscana esprimono pieno sostegno alla presa di posizione del Presidente dell’OPI di Prato, Gabriele Panci, dopo il grave episodio di violenza verificatosi oggi pomeriggio al Pronto soccorso dell’ospedale di Prato, dove un detenuto ha aggredito gli agenti che lo avevano in custodia e sono stati esplosi colpi di arma da fuoco. Gli OPI della Toscana esprimono la propria vicinanza a tutti i professionisti sanitari in turno, agli agenti coinvolti e a tutti i pazienti presenti in quel momento nel Pronto soccorso, costretti a vivere una situazione di estrema tensione in un luogo che deve essere prima di tutto spazio di cura e sicurezza. Quanto accaduto a Prato non può essere considerato un episodio isolato. Nella stessa giornata, al Pronto soccorso dell’Ospedale Versilia, un infermiere è stato aggredito e colpito al volto con un pugno. Anche dal territorio pistoiese continuano ad arrivare segnalazioni di aggressioni ai danni del personale sanitario. Episodi che confermano una situazione ormai non più tollerabile. Aggressioni verbali, minacce e violenze fisiche rendono sempre più difficile lavorare soprattutto nei servizi di emergenza-urgenza, dove infermieri e altri professionisti sono quotidianamente chiamati ad accogliere e assistere chiunque abbia bisogno di cure, spesso in condizioni di forte pressione. La violenza non può essere considerata un rischio inevitabile della professione sanitaria. Le cause di questo fenomeno richiedono un'analisi seria e interventi strutturali, attraverso il coinvolgimento della Regione Toscana, delle Aziende sanitarie, delle Prefetture, delle Forze dell'ordine, degli Ordini professionali e di tutti i soggetti competenti. In questo quadro, gli OPI della Toscana richiamano anche la Legge 14 agosto 2020, n. 113, recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni”, che ha riconosciuto la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e tutela nei confronti di chi opera quotidianamente nei servizi sanitari. È necessario che ai principi e agli strumenti previsti dalla normativa corrispondano misure organizzative e di prevenzione realmente efficaci e concretamente applicate nei luoghi di cura. Il sistema sanitario non può continuare a reggersi sulla disponibilità e sul senso di responsabilità di chi ogni giorno garantisce l'assistenza, sperando semplicemente che tutto vada bene. Proteggere chi cura significa proteggere il diritto alla salute di tutti. Servono misure concrete e coordinate affinché prendersi cura delle persone non significhi mettere a rischio la propria incolumità e gli ospedali possano essere pienamente luoghi di cura, rispetto e sicurezza.
𝐆𝐥𝐢 𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐈𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐢𝐬𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚
La valorizzazione delle competenze è una risposta concreta per costruire il futuro della professione infermieristica
- Dettagli
- Visite: 236
Comunicato stampa del 24 luglio 2026
Il presidente di OPI Siena interviene sulla valorizzazione professionale degli infermieri
Carenza di infermieri, D’Ambrosio (OPI Siena): “La valorizzazione delle competenze è una risposta concreta per costruire il futuro della professione infermieristica”
Siena. La valorizzazione delle competenze degli infermieri e la costruzione di percorsi di crescita professionale rappresentano una delle condizioni necessarie per rendere il Servizio sanitario più solido, attrattivo e capace di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini. È quanto sottolinea Francesco D’Ambrosio, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Siena, intervenendo sul tema del fabbisogno infermieristico, rilanciato in questi giorni anche dalla direttrice del Dipartimento delle Professioni Infermieristiche e Ostetriche dell’Asl Toscana Sud Est, Vianella Agostinelli. “Accanto - afferma D’Ambrosio - alla necessità di nuove assunzioni, è fondamentale investire sulle competenze e sui percorsi di sviluppo professionale. Tra gli strumenti oggi a disposizione, gli incarichi di funzione professionale rappresentano una leva strategica per riconoscere competenze avanzate, responsabilità cliniche e organizzative e percorsi di crescita, attraverso un riconoscimento professionale, organizzativo ed economico, come previsto dagli strumenti contrattuali vigenti. Investire in questi percorsi significa valorizzare il merito, sostenere lo sviluppo professionale e migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini”.
Per OPI Siena, la valorizzazione delle competenze rappresenta uno dei pilastri su cui costruire la professione infermieristica del futuro, anche attraverso lo sviluppo dei nuovi percorsi formativi specialistici, delle competenze avanzate e delle opportunità offerte dall’evoluzione della professione. Un percorso che richiede una sempre maggiore integrazione tra Università, Servizio sanitario e professione, per formare infermieri preparati ad affrontare le sfide assistenziali, organizzative e cliniche di oggi e di domani.
“La sfida non è soltanto aumentare il numero degli infermieri, ma creare le condizioni affinché la professione sia sempre più attrattiva e capace di trattenere competenze. Le nuove generazioni scelgono le professioni che offrono prospettive di crescita, riconoscimento del merito e possibilità di sviluppo. Per questo investire nelle competenze significa investire nel futuro del Servizio sanitario e nella qualità dell’assistenza ai cittadini. È una responsabilità che riguarda l’intero sistema e sulla quale occorre continuare a credere con convinzione”.




