
PENSIONAMENTO Emanuela Montomoli, 1988–2025: una vita d’Ordine (e d’ordine)
di Francesco D’Ambrosio, Presidente OPI Siena
Dal 17 ottobre 1988 al 30 settembre 2025 Emanuela Montomoli è stata il nostro punto fisso: volto, voce e memoria dell’Ordine. Prima IPASVI, poi OPI, ha visto alternarsi Presidenti e Consigli Direttivi, mantenendo continuità, misura e cura. Nei suoi anni, l’infermieristica italiana è cresciuta, si è evoluta, si è assunta nuove responsabilità. Emanuela c’era: a rispondere, collegare, ricordare, ma soprattutto a tenere insieme persone e processi. In quasi 37 anni di lavoro Emanuela ha fatto quello che raramente si vede ma che, se manca, si sente subito: ha reso possibile il lavoro degli altri.
•Registri, albi, PEC, privacy, elezioni, Commissione d’Albo, protocolli, ECM, convenzioni, delibere: la macchina dell’Ordine funziona quando qualcuno la cura ogni giorno.
•Nei passaggi “storici” (nuove norme, nuovi ruoli, nuovi modelli organizzativi), ha trasformato la burocrazia in servizio, con spiegazioni chiare e una pazienza a prova di fraintendimenti.
•Nelle fasi delicate (contese, difficoltà personali, dubbi deontologici), ha praticato la gentilezza competente: ascolto, fatti, soluzioni.
•Durante la pandemia, tra linee guida che cambiavano, percorsi separati, timori e fatica, è stata forza tranquilla: telefonate, modulistica aggiornata, indicazioni puntuali.
Questo lavoro “silenzioso” ha consentito a generazioni di infermieri di entrare nella professione, formarsi, crescere e a tanti Consigli di governare con continuità. Nei decenni, la cornice normativa si è rafforzata: profilo professionale (DM 739/1994), fine del mansionario (L. 42/1999), valorizzazione e dirigenza (L. 251/2000), funzione di coordinamento (L. 43/2006), ECM dal 2002, da IPASVI a OPI (L. 3/2018), infermiere di famiglia e comunità (DL 34/2020), DM 77/2022 sulla sanità territoriale, Legge 24/2017 sulla sicurezza delle cure. Emanuela c’era, a “mettere in fila” novità, scadenze e adempimenti per gli iscritti.
Cosa resta
Resta un archivio in ordine, certo. Ma soprattutto una eredità di metodo e stile: rigore, gentilezza, memoria dei passaggi, capacità di far sentire ogni collega a casa. Se l’Ordine è la “casa professionale” degli infermieri, Emanuela ne è stata la custode. A nome del Consiglio Direttivo, Commisione d'Albo, del Collegio dei Revisori e dei migliaia di infermieri che in questi decenni hanno iniziato, continuato, si sono iscritti, chiamato o sono passati da qui:
GRAZIE, Emanuela, per la tua presenza discreta e determinante.
Le porte dell’Ordine restano aperte: questa è e resterà casa tua.
— Francesco D’Ambrosio
Presidente OPI Siena







